Il progetto definisce un nuovo quartiere ecologico in cui l’inserimento nel contesto è guidato dalla valorizzazione delle caratteristiche morfologiche e naturalistiche del sito, dal mantenimento di un’elevata permeabilità del suolo e dall’uso di materiali riciclati per gli spazi esterni. Il disegno planivolumetrico organizza l’area secondo una struttura continua di spazi aperti e percorsi, capace di favorire la socialità e il benessere. La struttura urbana è articolata in polarità funzionali: polo culturale con area archeologica e anfiteatro, hub del parco, residenze private, spazi per cohousing e coworking, market hall, polo didattico con scuola e Auditorium. Le funzioni sono organizzate attorno a uno spazio pubblico centrale che struttura le relazioni tra i diversi ambiti e ne garantisce l’accessibilità. La piazza, configurata come luogo di attraversamento e relazione, connette le diverse funzioni e il paesaggio, garantendo una distribuzione equilibrata delle attività. La mobilità è impostata su una rete integrata che privilegia i percorsi pedonali e ciclabili, separati dal traffico veicolare. Il sistema è completato da stazioni di scambio intermodale, parcheggi di servizio e punti di ricarica per e-bike e veicoli elettrici. Le sezioni stradali sono concepite come dispositivi ecologici, con sistemi di drenaggio e gestione delle acque meteoriche. Elemento centrale è l’infrastruttura blu-verde, organizzata attraverso un hub energetico e bioclimatico, affiancato da tre sistemi spoke dedicati alle diverse funzioni. L’hub, previsto nell’area dell’ex cantina, assume il ruolo di cabina di regia per la gestione energetica e bioclimatica dell’eco-quartiere, oltre che di spazio per l’informazione e la sensibilizzazione della comunità sui temi dell’ambiente, dell’energia e della gestione delle risorse. I tre spoke articolano la gestione idrica secondo funzioni differenziate: raccolta delle acque meteoriche, riuso delle acque grigie per usi non primari e aree di ritenzione e percolazione lungo i percorsi pedonali. Il progetto comprende inoltre giardini sensoriali con essenze selezionate per favorire la biodiversità e la qualità microclimatica. L’assetto ambientale è supportato da una superficie permeabile pari all’85%, circa 34.000 m² di parco e 10.000 m² di coperture verdi. La strategia energetica adotta un modello integrato che combina soluzioni passive e attive: involucri ad alte prestazioni, tetti verdi, facciate vegetali, controllo solare e ventilazione naturale. L’impianto è full-electric, basato su pompe di calore, impianti fotovoltaici e solari termici, con accumulo energetico e infrastrutture per la mobilità elettrica. Il masterplan prevede inoltre la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile, in cui gli edifici funzionano come prosumer, condividendo l’energia prodotta e aumentando l’autoconsumo collettivo stimato fino al 60–80%, con benefici ambientali, economici e sociali. La scuola entra in relazione diretta con l’Auditorium, con cui condivide spazi e percorsi; la market hall si configura come dispositivo di mediazione tra la piazza e il sistema residenziale, mentre il complesso destinato a cohousing, coworking e mensa costituisce il fulcro funzionale dell’intervento, in connessione con la rete degli spazi aperti e dei servizi.
Cohousing, Coworking, Mensa e Villa storica — Fortunato Diano
Il complesso Cohousing–Coworking–Mensa, insieme alla riqualificazione della villa storica della prima metà del Novecento, costruisce un organismo unitario in cui funzioni, energia e comfort operano in modo coordinato.
L’edificio principale, sviluppato su tre livelli fuori terra, presenta una superficie climatizzata di 3.867 m² e un volume di circa 12.863 m³. Il programma comprende 78 posti letto in cohousing, una mensa di 420 m² capace di servire tra 450 e 600 pasti al giorno, e 48 postazioni di coworking.
La struttura portante è in legno massello con solai in X-LAM, mentre l’isolamento in fibra di legno presenta una conducibilità compresa tra 0,036 e 0,045 W/mK e uno sfasamento termico fino a 10–14 ore, assicurando elevate prestazioni estive. L’involucro continuo, progettato con particolare attenzione alla tenuta all’aria (n 50 ≤1,5 h−1), elimina le dispersioni e ottimizza il funzionamento degli impianti.
Accanto, la villa storica di circa 190 m² di superficie su due livelli, ex circolo del tennis, è riqualificata tramite isolamento interno in fibra di legno e materiali traspiranti, preservandone l’identità architettonica. Riconvertita in hub amministrativo con uffici e sala riunioni, la villa integra una strategia bioclimatica supportata dalla serra solare e dalla ventilazione naturale per effetto camino della torretta. Alla scala del complesso, l’orientamento a sud massimizza i guadagni solari invernali, mentre aggetti, schermature e tetti verdi contribuiscono al controllo estivo. L’impianto è full-electric, con pompa di calore centralizzata da circa 200 kW, emissione radiante a pavimento e VMC con recupero ≥80%.
L’impianto fotovoltaico da 150 kWp produce circa 165.000–195.000 kWh/anno, contribuendo alla riduzione stimata di 75–90 tonnellate di emissioni di CO₂. Il sistema è integrato con strategie di autoconsumo e comunità energetica.
La gestione delle acque meteoriche consente il recupero di circa 700–1.400 m³/anno, completando un approccio sistemico alla sostenibilità ambientale e al comfort abitativo.
Un mercato biosostenibile — Francesco Spagnoli
Il mercato si configura come elemento di mediazione tra spazio pubblico e ambiti residenziali, reinterpretando la tipologia del mercato rionale attraverso un linguaggio contemporaneo fortemente radicato nel contesto. L’edificio è realizzato con struttura in legno massello e tamponamenti in terra cruda (pisé) prelevata dal sito. Le pareti, con massa superficiale pari a circa 1.015 kg/m² e spessore di 61–62 cm, garantiscono elevata inerzia termica. L’isolamento interno in fibra di legno (16 cm) consente di raggiungere una trasmittanza di 0,21 W/m²K.
La composizione volumetrica si articola attorno a un vuoto centrale coperto da un tetto verde, che integra alberature emergenti e qualifica gli accessi principali. Il piano terra ospita il mercato, mentre al primo piano serre bioclimatiche e percorsi affacciati sul vuoto centrale organizzano ristorazione, bar, spazi didattici per la Chef Academy e orto pensile.
Le serre regolano il comportamento stagionale: in inverno accumulano calore solare, mentre in estate favoriscono ventilazione naturale e dissipazione del calore attraverso aperture controllate e schermature. Il sistema è integrato da alberi a foglia caduca e dispositivi schermanti in bambù.
La climatizzazione passiva è supportata da ventilazione naturale con pretrattamento dell’aria nel terreno a 2–3 m di profondità (temperatura compresa tra 12 e 15 °C). Il sistema attivo utilizza un impianto a pavimento radiante alimentato da 28 pannelli solari termici.
L’impianto fotovoltaico (69 pannelli) copre il fabbisogno energetico e contribuisce alla rete locale. Le coperture drenanti consentono il recupero di circa 322 m³ di acque meteoriche, con una capacità di accumulo fino a 26.500 litri.
Un vespaio ventilato garantisce inoltre la mitigazione del rischio radon, assicurando la salubrità degli ambienti interni.
L’albero della musica, della cultura e dell’arte — Sabrina Borgianni
L’Auditorium rappresenta il fulcro simbolico e culturale del masterplan, configurandosi come luogo di incontro per la musica, la cultura e l’arte. L’edificio, sviluppato su due livelli, ospita una sala da 150 posti distribuiti tra platea e galleria, con un foyer connesso alla piazza e alla scuola.
Il concept si ispira alla figura dell’albero, traducendosi in un volume irregolare rivestito da una pelle materica in scandole di larice, che richiama la corteccia. La struttura è interamente a secco e impiega legno massello, isolanti naturali, pannelli in argilla, cannettato di rovere e pavimentazione in cocciopesto, garantendo reversibilità costruttiva e coerenza con i criteri CAM.
L’involucro combina massa e isolamento con elevata inerzia termica e sfasamento estivo. La qualità acustica è assicurata da pannelli fonoassorbenti microforati e sistemi di isolamento termoacustico in fibra di legno. La strategia bioclimatica privilegia sistemi passivi: ventilazione naturale dell’involucro, controllo solare tramite lucernari e schermature, uso della massa termica per stabilizzare le temperature. Il foyer è ventilato naturalmente, mentre la sala utilizza VMC con immissione d’aria a bassa velocità da sotto le sedute. Il sistema energetico è basato su pompe di calore e impianto fotovoltaico integrato, con distribuzione a pannelli radianti. Il recupero delle acque meteoriche e il riuso delle acque grigie per usi non primari completano la strategia sostenibile.
Progetto di una Scuola Superiore Internazionale — Viviana Simonetti
La scuola si colloca nel quadrante sud del masterplan, definendo un sistema urbano centrato su una grande corte verde e configurandosi come dispositivo educativo aperto e integrato con il paesaggio.
L’edificio, dimensionato per circa 200 studenti, si sviluppa su due livelli per una superficie utile complessiva di circa 2.730 m². Il piano terra ospita un foyer di 350 m², nove aule per circa 450 m², laboratori per 150 m² e una palestra di 360 m². Il primo piano accoglie gli uffici amministrativi (90 m²), la sala riunioni docenti (60 m²) e una biblioteca di 430 m² affacciata sul foyer.
Il progetto assume gli spazi esterni come “aula natura”, trasformando il giardino in dispositivo didattico attivo. Il foyer a doppia altezza, accessibile sia dalla strada sia dal giardino, costituisce il nodo distributivo tra la scuola e l’auditorium, utilizzabile anche in modo indipendente.
La strategia bioclimatica si basa su un orientamento ottimale (aule orientate a sud/sud-ovest), ventilazione naturale tramite camini di ventilazione e schermature solari ottenute con aggetti e vegetazione a foglia caduca. Il tetto verde contribuisce all’inerzia termica e alla ritenzione delle acque meteoriche.
Il sistema energetico è full-electric, con pompe di calore e VMC per gli ambienti ad alta affluenza. L’impianto fotovoltaico è distribuito su circa 300 m² di copertura inclinata e 940 m² di tetto piano, configurando un sistema biosolare capace di migliorare l’efficienza fino al 5–10% grazie al raffrescamento naturale del verde.
Il monitoraggio energetico rende leggibili la produzione e i consumi, trasformando l’edificio in strumento didattico e rafforzando il legame tra architettura, sostenibilità e formazione.