Questo Masterplan interpreta l’eco-distretto come paesaggio produttivo e abitato, fondato sull’integrazione tra insediamento ed ecosistemi. Il progetto assume l’agroforestazione, la gestione delle acque, la rigenerazione del suolo e la produzione alimentare come strategie principali, definendo un quartiere in cui residenza, ricerca, servizi collettivi e spazio pubblico concorrono all’identità dell’insediamento. L’intervento si inserisce nel più ampio scenario di trasformazione legato al futuro polo di ricerca. L’impianto si organizza attraverso percorsi ciclopedonali continui che collegano residenze, scuola, EcoHub, spazi collettivi e sistema del verde, concentrando il traffic carrabile ai margini e delineando un ambiente accessibile e permeabile. Il masterplan comprende il teatro all’aperto, gli spazi sportivi e il bike hub, che rafforzano la dimensione pubblica e la mobilità sostenibile del quartiere. Le residenze permanenti e temporanee si dispongono in relazione al fronte urbano, mentre l’area interna del lotto si apre verso un ambito agroforestale e rigenerativo, associato a rain garden, cisterna, laghetto di fitodepurazione e impianto di biochar. L’insieme è strutturato come un’infrastruttura blu-verde. La gestione idrica si basa su sistemi di drenaggio sostenibile ispirati ai principi della permacultura, tra cui swales disposti lungo le curve di livello, capaci di rallentare il deflusso superficiale e favorire l’infiltrazione. In relazione alla pendenza media del sito, compresa tra il 6% e l’8%, tali elementi sono distribuiti a intervalli di circa dieci metri e integrati con piantumazioni e pacciamature, favorendo la stabilizzazione del terreno e il miglioramento progressivo della sostanza organica. Nelle aree più esposte vengono introdotte mezzelune di raccolta idrica, mentre rain garden, cisterna e laghetto di fitodepurazione completano l’assetto idrico e concorrono alla regolazione delle acque e alla formazione di condizioni microclimatiche più favorevoli alla vegetazione. La strategia vegetazionale privilegia specie autoctone e naturalizzate, con la conservazione delle specie locali e la progressiva sostituzione degli esemplari invasivi o alloctoni, come robinia e ailanto, con specie a basso fabbisogno idrico. Il progetto introduce una struttura verde stratificata, composta da alberi di alto fusto, arbusti, siepi naturali, specie erbacee spontanee, piante aromatiche e alberi da frutto.
EcoHub — Arianna Zanichelli
L’EcoHub è il nodo centrale delle attività sociali, produttive ed educative, collocato in prossimità dell’accesso principale e in relazione diretta con la scuola e il sistema dei percorsi. Questa posizione rafforza l’apertura del progetto verso la comunità.
Il complesso si articola in cinque edifici disposti a mezzaluna e collegati da percorsi coperti e spazi intermedi, così da funzionare come un organismo unitario. La configurazione integra funzioni differenti: pergola pubblica, bistrot, serra bioclimatica, laboratori didattici e coworking. La pergola rappresenta il fulcro delle attività collettive, definendo un’area ombreggiata per eventi e mercato contadino in continuità con la piazza e il parco. Gli edifici sono realizzati con strutture lignee e materiali naturali, con strategie bioclimatiche basate su ventilazione naturale, schermature passive e pozzo canadese per la stabilizzazione termica dell’aria. Il progetto integra dispositivi ambientali, tra cui sedute ventilate con filtri in biochar, che sono pensate per migliorare il comfort e la qualità dell’aria. Un elemento qualificante è l’integrazione di cicli produttivi rigenerativi, come la fungaia ipogea e il sistema di produzione di Terra Preta, in un modello di economia circolare che consente la chiusura dei cicli ecologici.
In continuità con l’EcoHub, il Community Park rappresenta il cuore verde del sistema, configurandosi come spazio pubblico e infrastruttura ecologica. Organizzato attorno a un’agorà centrale, integra superfici permeabili, bacini di ritenzione e percorsi in ghiaia stabilizzata, favorendo l’infiltrazione delle acque, la biodiversità e una fruizione lenta e immersiva dello spazio.