Il waterfront di Genova

Un approccio critico

Passeggiando nel nuovo Waterfront di Levante a Genova, l'impatto visivo è indiscutibile. Il progetto ridisegna la costa alternando residenze, parco urbano e aree commerciali. Al centro svetta il Palasport, edificato tra il 1961 e il 1963 da Franco Sironi, Leo Finzi, Remo Pagani e Lorenzo Martinoia: all'epoca fra i più grandi e moderni impianti coperti dedicati allo sport in Europa, e la prima grande tensostruttura del continente. Da arena sportiva e palcoscenico di grandi concerti, oggi vede la propria natura radicalmente trasformata per ospitare 15.000 metri quadrati di retail, il 55% della superficie agibile.


Tecnicamente l'intervento è un innegabile trionfo ingegneristico. La volumetria preesistente è stata ridotta di due terzi, attuando un massiccio intervento di desealing che restituisce fisicamente spazio al mare. L'intero masterplan raggiunge il rigoroso standard NZEB (Nearly Zero Energy Building): l'abbandono dei combustibili fossili è garantito da pompe di calore ad alta efficienza e da un impianto talassotermico, supportati dal fotovoltaico. Quest'ultimo è integrato fluidamente in coperture metalliche leggere tipo flying carpet, concepite come un "quinto prospetto" per celare elegantemente i volumi tecnici alla vista da Corso Aurelio Saffi. Lo stesso consolidamento dell'ardita tensostruttura radiocentrica del Palasport del 1963 rappresenta un'eccellente mossa circolare, capace di abbattere drasticamente l'embodied carbon che una demolizione avrebbe generato.



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