Radici Profonde, Futuro Verde

Eco-distretto integrato tra residenza, servizi pubblici e ricerca

Deep Roots, Green Future definisce un eco-distretto a bassa densità, fondato sull'integrazione tra residenza, ricerca e servizi pubblici. Il progetto interpreta l'insediamento in chiave ecosistemica, assumendo paesaggio, comunità ed energia come elementi interconnessi a diverse scale, da quella urbana a quella edilizia.


L'impostazione in cui l'ambiente costruito è concepito come parte dei processi naturali si ispira agli insegnamenti di Fritjof Capra e Sim Van der Ryn. L'area, caratterizzata da morfologia collinare terrazzata e da un'elevata qualità ambientale, presenta oggi criticità legate alla scarsa accessibilità, alla carenza di servizi e alla dipendenza dall'automobile. Allo stesso tempo, la vicinanza a poli scientifici di rilievo internazionale – come INFN, ESA-ESRIN ed ENEA – offre l'opportunità di sviluppare un insediamento capace di accogliere ricercatori, studenti e nuove forme di abitare temporaneo. A ciò si aggiunge la presenza di elementi storici, come la villa esistente e una cisterna di epoca romana, che contribuiscono a definire l'identità del luogo.


Il masterplan prevede una capacità insediativa di circa 350 abitanti, con una superficie lorda di pavimento di circa 15.200 mq a fronte di una superficie coperta di 6.300 mq. L'impianto si struttura secondo una chiara organizzazione in cluster: a sud si collocano le funzioni collettive, tra cui una scuola internazionale e le attrezzature sportive; a nord si sviluppa l'impianto residenziale, organizzato in nuclei immersi nel verde; tra questi ambiti si inserisce una sequenza continua di spazi pubblici che costituisce il cuore sociale del progetto, integrata da una palazzina dei servizi con spazi di coworking, mensa e residenze temporanee, e dal recupero della villa come bistrot e caffè culturale.


Elemento centrale è l'Ecopark, un'infrastruttura paesaggistica lineare che attraversa l'intero intervento da est a ovest, configurandosi come spina dorsale ecologica e sociale. A questa infrastruttura si connettono direttamente i cluster residenziali e le principali funzioni collettive, con un accesso orientale attrezzato come info-point e con dispositivi per l'educazione ambientale ed energetica distribuiti lungo il percorso.


Lungo questo asse si articolano tracciati per la mobilità sostenibile, spazi didattici, orti urbani e luoghi di incontro. Il percorso culmina in un teatro all'aperto affacciato sul paesaggio agricolo, la cui area è modellata per contribuire alla laminazione delle acque. La piazza centrale, destinata a mercato ed eventi collettivi, rappresenta il principale nodo sociale del masterplan. Il sistema residenziale è concepito secondo un principio di progressiva riduzione della densità edilizia che trova applicazione nelle diverse tipologie abitative sviluppate nelle tesine, ciascuna collocata lungo questo gradiente insediativo: dagli edifici plurifamiliari più densi si passa a case a schiera, abitazioni unifamiliari e infine a nuclei di tiny houses in prossimità della campagna. Le abitazioni si organizzano attorno a corti condivise che integrano funzioni sociali e sistemi ambientali, come bioswales per la gestione delle acque meteoriche e sistemi di raccolta per il riutilizzo idrico, oltre a orti comunitari e dispositivi di compostaggio diffuso.


L'intero impianto è fondato su un'infrastruttura blu-verde che connette parco, percorsi e spazi aperti, favorendo l'infiltrazione delle acque, la riduzione delle superfici impermeabili e il miglioramento del microclima urbano. L'orientamento degli edifici e la presenza di alberature caducifoglie e sempreverdi contribuiscono a ottimizzare l'apporto solare e la ventilazione naturale.


Dal punto di vista energetico, il masterplan adotta un modello di produzione diffusa basato su sistemi fotovoltaici integrati, con una potenza complessiva prossima al megawatt, in grado di garantire un'elevata autosufficienza. A questo sistema contribuiscono le singole unità edilizie attraverso impianti in copertura, pompe di calore, ventilazione meccanica controllata e dispositivi per la gestione attiva delle risorse energetiche e ambientali.


Residenze unifamiliari — Martha Sissa Magrini


La residenza unifamiliare interpreta la casa come dispositivo abitativo integrato nel paesaggio e nel sistema ecologico dell'insediamento, connessa con l'Ecopark e con la rete ciclopedonale principale.


L'abitazione è concepita come un volume compatto e leggero, articolato in due corpi che generano spazi esterni protetti e stabiliscono una relazione diretta con il giardino. È sviluppata come sistema modulare a secco, con un kit energetico che comprende schermature mobili, sistemi di ventilazione e spazi tecnici ricavati nelle pedane esterne.


L'organizzazione spaziale è pensata per garantire flessibilità e adattabilità nel tempo. Il sistema distributivo consente diverse configurazioni, dal monolocale al trilocale, adattando gli ambienti alle esigenze degli abitanti. Le abitazioni sono organizzate in cluster attorno a spazi comuni centrali, configurati come corti attrezzate, in cui funzioni sociali e sistemi ambientali costituiscono il fulcro della vita collettiva, mettendo in relazione la dimensione domestica con quella comunitaria.


Dal punto di vista ambientale, l'edificio coniuga strategie bioclimatiche orientate alla riduzione dei consumi e al miglioramento del comfort. L'orientamento e la disposizione delle aperture favoriscono l'illuminazione naturale e la ventilazione trasversale, mentre i decking funzionano come spazi di transizione capaci di regolare il microclima e ospitano dispositivi tecnici. Le schermature mobili consentono il controllo dell'irraggiamento solare nei mesi estivi. Le coperture ospitano sistemi fotovoltaici integrati del tipo a tegola. Pompe di calore ad alta efficienza, ventilazione meccanica controllata e recupero delle acque piovane per usi non potabili completano il sistema impiantistico.


Case a schiera — Annachiara Tozzi


Le case a schiera interpretano la residenza come tipologia compatta ed efficiente, capace di ottimizzare il rapporto tra superficie e volume e di ridurre le dispersioni energetiche. Questa tipologia si colloca nella fascia intermedia del sistema residenziale, tra edilizia plurifamiliare e abitazioni unifamiliari.


L'impianto distributivo è organizzato su più livelli: la zona giorno è collocata al piano terra, mentre la zona notte occupa i piani superiori e l'ultimo livello ospita spazi tecnici e terrazze. La distribuzione interna elimina quasi completamente gli spazi di passaggio, garantendo continuità e fluidità tra gli ambienti. La scala centrale assume un ruolo strategico, non solo distributivo, ma anche ambientale, favorendo la ventilazione naturale attraverso l'effetto camino in coerenza con i principi bioclimatici dell'intervento.


Dal punto di vista bioclimatico, la progettazione dei prospetti contribuisce al controllo dell'irraggiamento solare. Le superfici vetrate sono dimensionate per garantire un equilibrio tra illuminazione naturale e contenimento dei carichi termici, mentre le schermature esterne limitano il surriscaldamento estivo. L'involucro ad alte prestazioni integra cappotto in fibra di canapa, serramenti in legno-alluminio a bassa trasmittanza e sistemi di ventilazione meccanica controllata di tipo puntiforme. A questi si affianca, per ogni unità abitativa, un impianto fotovoltaico composto da 9 moduli in silicio monocristallino, collocati sulla copertura inclinata del vano scala e orientati a sud-ovest.


Riparo di Ponente — Gianluca Desideri


Il "Riparo di Ponente" interpreta la residenza compatta attraverso un approccio orientato al controllo climatico e alla prestazione energetica. La struttura interna è definita da un volume ridotto e compatto, che ottimizza i flussi energetici e favorisce strategie passive di ventilazione e raffrescamento, con particolare attenzione alla qualità della luce naturale. Dal punto di vista bioclimatico, il progetto integra sistemi di ventilazione naturale e meccanica controllata.


La copertura ventilata attiva meccanismi combinati di effetto camino (≈ 0,9 Pa) e ventilazione indotta dal vento (≈ 2,8 Pa), garantendo il ricambio d'aria anche in condizioni variabili. L'orientamento dell'edificio è stato definito attraverso analisi specifiche sull'irraggiamento solare, supportate da strumenti di calcolo dedicati che hanno permesso di quantificare il contributo delle diverse forzanti ambientali, indirizzando consapevolmente la soluzione progettuale verso la luce di ponente. La tettoia addossata, realizzata preferibilmente in legno massello di castagno locale, contribuisce all'abitabilità del portico e al controllo dell'irraggiamento.


La costruzione utilizza pannelli massivi in legno (MHM e PHE) privi di colle, con giunzioni meccaniche. L'involucro è ad alte prestazioni, mentre la copertura integra sistemi fotovoltaici. Gli impianti combinano ventilazione meccanica controllata e strategie passive, contribuendo alla riduzione dei fabbisogni energetici.


Scuola – Villaggio Radice — Samuel Contestabile


Il liceo internazionale "Villaggio Radice" interpreta l'edificio scolastico come dispositivo civico e come elemento di connessione tra spazio urbano e paesaggio. L'organizzazione spaziale supera il modello compatto e si articola in più volumi, disposti attorno a spazi aperti e a una struttura distributiva che favorisce la relazione, l'apprendimento e l'uso flessibile degli ambienti. La frammentazione dei volumi verso il parco configura un villaggio didattico, in cui le aule si aprono verso l'esterno mediante pontili in legno di larice, stabilendo un rapporto diretto con il paesaggio naturale. Il cuore del progetto è rappresentato dall'Agorà, una grande gradonata che funge da piazza interna e spazio di incontro collettivo.


Dal punto di vista bioclimatico, l'edificio integra sistemi di ventilazione naturale supportati da dispositivi di pretrattamento dell'aria, come i condotti canadesi, aperture controllate e coperture a shed che favoriscono l'illuminazione diffusa e la dissipazione del calore. Le schermature regolano l'apporto solare, contribuendo al comfort interno, mentre l'elevata inerzia termica dei materiali, come cocciopesto e travertino, consente di stabilizzare le condizioni ambientali interne. La struttura in legno massivo (MHM) con materiali naturali e soluzioni a secco definisce un sistema costruttivo efficiente e durabile. Il sistema energetico combina pompe di calore e produzione fotovoltaica diffusa, mentre la gestione delle risorse idriche si basa su sistemi di raccolta e riuso delle acque meteoriche, integrati con l'infrastruttura verde e funzionali al controllo microclimatico e alla qualità ambientale complessiva.


Le funzioni pubbliche, tra cui biblioteca e mensa, ampliano il ruolo della scuola, rendendola anche centro civico aperto alla comunità.

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