Restauring resiliente

Rete continua di spazi aperti

L’eco-distretto è interpretato come un insediamento resiliente, in cui architettura, spazio pubblico e infrastrutture ecologiche concorrono alla gestione dei flussi ambientali, energetici e sociali. La sua organizzazione si fonda su una mobilità gerarchizzata e su una rete continua di spazi aperti.

L’intervento nasce dalla lettura delle criticità e delle opportunità del sito: da un lato l’accessibilità frammentata, la presenza di aree carrabili discontinue e il rischio di isole di calore; dall’altro il valore delle preesistenze arboree, la qualità paesaggistica del lotto e la possibilità di trasformare l’area in un ambito attraversabile, permeabile e climaticamente adattivo. Il progetto si confronta inoltre con le preesistenze storiche e archeologiche del sito, tra cui il muro in pietra, la piazza storica, l’edificio degli anni Trenta e le aree di possibile interesse archeologico, poste in relazione con la nuova organizzazione degli spazi pubblici e dei percorsi.

L’impianto si struttura attorno a un asse principale di attraversamento che organizza l’intero lotto, collegando gli accessi urbani con le funzioni collettive, le residenze e gli spazi aperti. Il sistema residenziale si concentra in prossimità della piazza e riduce progressivamente la densità verso i margini, integrando funzioni di prossimità, spazi comuni e corti verdi. Tra gli elementi di maggiore rilevanza figurano il teatro all’aperto e il bike hub, che rafforzano la dimensione pubblica e la mobilità sostenibile del quartiere. Il programma funzionale comprende inoltre spazi per la ricerca, la produzione alimentare, lo sport e la socialità, tra cui farm, hub gastronomico, farmers’ market, centro sportivo e swimming center, rafforzando il carattere multifunzionale e comunitario dell’insediamento.

La dorsale principale organizza la mobilità lenta e definisce una gerarchia chiara: il traffico carrabile viene confinato ai margini, mentre percorsi pedonali e ciclabili garantiscono la continuità degli spazi pubblici e il collegamento con il trasporto pubblico.

La piazza centrale, denominata “Il Cuore”, assume il ruolo di principale spazio pubblico del quartiere. Collocata in posizione baricentrica, mette in relazione le tre principali macro-aree del masterplan — istruzione e svago, quartiere residenziale e commerciale, grande parco a nord — e trova nel grande edificio multifunzionale il suo fronte più riconoscibile. Pavimentazione direzionale, sedute e attraversamento ciclabile orientano i flussi e ne rafforzano il carattere di spazio di sosta, incontro e connessione.

A scala ambientale il progetto integra una struttura basata sulla combinazione di infrastruttura blu e verde. Le acque meteoriche sono gestite attraverso una rete diffusa che segue la pendenza naturale del terreno, dalle quote più alte del settore orientale verso le aree più basse a nord-ovest, convogliandole verso serbatoi di accumulo, bioswales e bacini di ritenzione, compreso il bacino-laghetto nord-occidentale. Bioswales, rain garden, pavimentazioni drenanti e aree verdi rallentano il deflusso, favoriscono l’infiltrazione e contribuiscono alla ricarica del suolo, riducendo il surriscaldamento e migliorando il comfort microclimatico degli spazi pubblici. La rete idrica si inserisce così in un ciclo più ampio di raccolta, accumulo, trattamento, riuso e restituzione delle acque.

In questa rete si inserisce il Community Park, che organizza la porzione nord-occidentale del lotto come infrastruttura ecologica e spazio pubblico: percorsi sinuosi, un’agorà centrale e microambienti legati all’acqua strutturano il paesaggio e ne migliorano il comportamento climatico. L’impianto vegetazionale, basato sull’integrazione di preesistenze arboree, specie autoctone e mediterranee, definisce una struttura verde stratificata capace di incrementare la biodiversità, l’ombreggiamento e la qualità ambientale. La selezione vegetale comprende querce e specie mediterranee identitarie, alberature per l’ombreggiamento degli spazi pubblici ed essenze a basso fabbisogno idrico. All’interno di questa rete, le aree di agroforestazione introducono una componente produttiva e didattica, rafforzando il legame tra coltivazione, territorio e comunità.

Dal punto di vista energetico, il masterplan prevede una diffusione capillare di impianti fotovoltaici in copertura, trasformando gli edifici in dispositivi attivi per la produzione di energia rinnovabile. La strategia si integra con un sistema di mobilità sostenibile fondato su percorsi ciclabili, rastrelliere per biciclette e colonnine di ricarica collocate nei principali nodi di mobilità, oltre che sulla possibile costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER).


Residenze Temporanee in Legno e Terra Cruda

Marco Cappuccio


Il modulo abitativo su pilotis interpreta il tema della residenza temporanea per la cittadella dei ricercatori attraverso una soluzione leggera, reversibile e ad alte prestazioni ambientali, inserita nelle aree a minore densità del masterplan. Il sollevamento del volume consente di ridurre l’impronta al suolo e di preservare la continuità ecologica, permettendo il passaggio delle acque superficiali e la ventilazione naturale del terreno. Lo spazio sottostante diventa così un ambiente intermedio ombreggiato e attraversabile.

Il sistema costruttivo a secco, basato su prefabbricazione e struttura Platform Frame in legno lamellare GL24h, riduce i tempi e l’impatto di cantiere. L’involucro perimetrale è concepito come parete altamente isolata e traspirante, con cappotto in fibra di legno da 90 mm, doppia lastra OSB, riempimento in fibra di canapa da 170 mm, membrana freno al vapore igrovariabile e ulteriori strati interni, così da garantire continuità termoigrometrica, controllo del vapore e adeguate prestazioni estive.

Sul lato della serra solare, la stratigrafia integra intonaco in terra cruda e pannelli in argilla tipo Lemix, introducendo massa termica utile all’accumulo e al rilascio ritardato del calore. La serra è pensata come dispositivo passivo di captazione solare e favorisce, insieme alla ventilazione naturale per effetto camino, la stabilizzazione termoigrometrica del modulo.

La copertura monofalda integra un tetto verde, che incrementa l’inerzia termica, favorisce l’evapotraspirazione e riduce il deflusso delle acque meteoriche. Sulla falda più favorevole alla captazione solare sono inoltre disposti pannelli fotovoltaici. Il lucernario apribile potenzia il funzionamento estivo della serra. La strategia energetica segue il principio “prima passivo, poi attivo”: il fabbisogno viene ridotto attraverso serra, massa termica, stratigrafie performanti e tetto verde, mentre il fotovoltaico contribuisce alla produzione di energia da fonte rinnovabile. Il modulo è completato da un impianto fotovoltaico di circa 10 m², pari a 2,1–2,25 kWp, con produzione annua stimata tra 2.625 e 2.850 kWh.

La gestione dell’acqua prevede la raccolta delle acque meteoriche in una cisterna interrata, alimentata da un sistema di filtrazione e depurazione. L’acqua raccolta viene utilizzata anche come massa termica per scambi aria-acqua a bassa entalpia, contribuendo alla regolazione climatica del modulo.


Architettura Bioclimatica e Multifunzionale — Gaetano Manganiello


L’edificio multifunzionale è il nodo centrale delle attività sociali, produttive ed educative, collocato lungo l’asse principale e in relazione diretta con la piazza e con il sistema dei percorsi.

Il progetto non si limita a organizzare funzioni diverse, ma interpreta l’edificio come sistema ambientale attivo, fondato sull’integrazione tra ecologia, bioarchitettura e strategie bioclimatiche. La sua posizione lo rende un punto di convergenza dei flussi e un elementodi connessione tra comunità scientifica e territorio. L’edificio unisce mercato coperto, ristorante ecologico e sala convegni in un sistema unitario, aperto alla comunità e alle attività di ricerca.

Nel sistema a serra climatica, l’involucro vetrato contribuisce alla regolazione ambientale dell’edificio e alla definizione di uno spazio intermedio, favorendo l’illuminazione controllata, la ventilazione naturale, l’incontro e la sosta.

Il mercato coperto rafforza il ruolo comunitario dell’edificio, valorizzando la filiera alimentare locale e promuovendo attività educative sui modelli di produzione e consumo sostenibili. Dal punto di vista tecnico, la serra favorisce la captazione e l’accumulo del calore solare nei mesi invernali, mentre la ventilazione naturale contribuisce al raffrescamento passivo nella stagione estiva.

La sala convegni è caratterizzata da una copertura lignea con sistema strutturale a waffle e pacchetto isolante in lana di roccia, soluzione che consente ampie luci libere e migliora il comfort acustico. La strategia energetica prevede pannelli fotovoltaici in copertura, mentre la gestione idrica si basa sulla raccolta delle acque meteoriche, convogliate verso sistemi di accumulo e riutilizzate per l’irrigazione delle aree verdi e agricole. A questi dispositivi si affiancano la Fabbrica dell’Aria di PNAT, finalizzata al miglioramento della qualità dell’aria interna, e il compostaggio dei rifiuti organici, orientato alla chiusura dei cicli ecologici.


La nuova Scuola Internazionale — Pierfrancesco Pacitto


L’edificio scolastico si colloca sul versante orientale del lotto, in posizione strategica rispetto all’accesso da Viale Kennedy e al sistema dei percorsi. La vicinanza con il Liceo Scientifico Bruno Touschek e con l’impianto sportivo previsto, dotato di piscina olimpionica, contribuisce alla definizione di un polo educativo, sportivo e civico integrato. Il progetto interpreta la scuola non come semplice contenitore didattico, ma come manifesto della Bioarchitettura. Il complesso si sviluppa su tre livelli fuori terra, un piano seminterrato e una copertura attrezzata a tetto giardino. Il seminterrato ospita i locali tecnici e una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche. Al piano terra si concentrano le funzioni a maggiore vocazione pubblica, accessibili anche in modo indipendente: atrio, portineria, biblioteca con mediateca, mensa, caffetteria, uffici amministrativi, servizi e teatro. Ai livelli superiori trovano posto le attività didattiche: aule e auditorium al primo piano, laboratori specialistici e aula relax/studio al secondo. L’impianto architettonico nasce dalla traslazione di due volumi rettangolari sfalsati, richiamando le torri cruciformi di Mies van der Rohe e favorendo ventilazione e illuminazione naturale. La distribuzione interna ruota intorno alla grande scala centrale, concepita come spazio scenico e relazionale, e a percorsi illuminati dalla luce naturale. L’edificio prevede più ingressi, compresi un collegamento indipendente al primo piano e una scala esterna con funzione di via d’esodo e accesso alla copertura. Le facciate alternano basamento in laterizio, intonaco color ocra-sabbia, superfici vetrate e, sul fronte nord, un curtain wall con schermature orizzontali. Sul lato est, una struttura in legno lamellare con terrazzi, schermature e piante rampicanti rafforza il rapporto tra aule e spazio aperto. La copertura accoglie il tetto giardino, l’“Aula Cielo”, i camini solari e un campo fotovoltaico. Strategie bioclimatiche e impianti integrati — ventilazione trasversale, illuminazione zenitale, tetto verde, fotovoltaico, pompa di calore e VMC — migliorano comfort ed efficienza energetica, mentre il surplus può alimentare colonnine di ricarica. Le acque meteoriche sono raccolte in cisterna e riutilizzate per gli scarichi e l’irrigazione. La struttura principale è a telaio in legno lamellare, con involucro stratificato ad alte prestazioni. Tamponature, solai e partizioni adottano sistemi a secco e materiali naturali, tra cui gessofibra, legno, cellulosa, fibra di legno, argilla, fibra di lino, paglia, sughero e calce naturale, contribuendo al comfort acustico, alla regolazione termoigrometrica e alla salubrità degli ambienti. L’attacco a terra integra platea in calcestruzzo armato, strato drenante, vetro cellulare espanso e intercapedine ventilata; la copertura verde completa il sistema con isolamento, guaina antiradice, substrato vegetale e drenaggio controllato.


Muro di Trombe. Fronte residenziale attivo — Luca Mastrobattista


Il sistema residenziale si sviluppa lungo l’asse principale del masterplan e definisce un margine urbano continuo in rapporto diretto con la piazza e con gli spazi collettivi. L’edificio affacciato sullo spazio pubblico assume il ruolo di fronte attivo, dando misura e riconoscibilità all’insieme. Il progetto rilegge in chiave contemporanea alcuni caratteri dell’architettura rurale locale, come la semplicità dei volumi, le coperture a falda e la compresenza di mattone e intonaco, definendo un margine abitato radicato nella memoria del luogo.

L’organismo edilizio si articola su tre piani fuori terra: il piano terra ospita sette esercizi commerciali, affiancati da lavanderia comune e portineria, mentre i due livelli superiori accolgono sette alloggi per piano, serviti da due vani scala e distribuiti attraverso ballatoi esterni e spazi comuni. Ciascun livello residenziale comprende tre monolocali, due bilocali e due trilocali.

Il progetto integra strategie bioclimatiche attraverso il muro di Trombe sul fronte sud, che consente la captazione e il rilascio controllato del calore, e mediante un involucro a doppio paramento, concepito per garantire durabilità, controllo termoigrometrico e protezione dall’umidità. L’intercapedine contribuisce inoltre alle prestazioni complessive dell’involucro.

L’organizzazione della mobilità separa chiaramente i flussi: una dorsale principale attraversa il lotto collegando gli accessi, mentre una rete diffusa di percorsi pedonali e ciclabili assicura accessibilità capillare; le aree carrabili sono invece concentrate ai margini. La copertura in legno ventilato integra tegole e coppi fotovoltaici, mentre le alberature a foglia caduca sul fronte sud contribuiscono al controllo microclimatico stagionale, ombreggiando in estate e favorendo gli apporti solari in inverno. L’intervento definisce il nuovo margine abitato della piazza: un fronte residenziale attivo, in rapporto diretto con lo spazio pubblico e qualificato da strategie energetiche e ambientali.

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