Il masterplan interpreta l’intervento come occasione di rigenerazione del margine urbano esistente, evitando nuovo consumo di suolo e valorizzando la matrice agricola, paesaggistica e ambientale dell’area. Propone un insediamento a bassa impronta ecologica, in cui residenze temporanee, funzioni pubbliche, spazi collettivi e sistemi verdi agiscono come parti integrate di un unico organismo urbano.
La struttura insediativa si articola in nuclei a bassa intensità, destinati prevalentemente alla residenza temporanea, e in strutture permanenti più complesse, connesse da una rete continua di percorsi pedonali e ciclabili. La mobilità lenta diventa il principale dispositivo di relazione tra spazi abitativi, aree pubbliche, impianti sportivi, giardini e superfici produttive, riducendo la viabilità carrabile e favorendo una fruizione sostenibile del comparto.
Il sistema del verde e delle acque assume un ruolo ordinatore. Aree permeabili, bacini di raccolta, giardini, superfici coltivate e dispositivi di drenaggio contribuiscono alla gestione delle acque meteoriche, al miglioramento del microclima e alla costruzione di un paesaggio abitabile e produttivo. Orti, spazi agricoli e aree verdi condivise rafforzano la continuità con il contesto e restituiscono valore alla vocazione naturale del sito.
L’area centrale è concepita come luogo di relazione sociale e incontro, articolato in piazze, edifici pubblici, spazi sportivi e ambiti collettivi capaci di sostenere la via comunitaria. La dimensione domestica non resta isolata, ma partecipa a una rete più ampia tra abitare, paesaggio, ricerca, energia e socialità.
Il progetto si fonda sull’uso di materiali naturali, sistemi costruttivi leggeri e strategie passive di controllo ambientale, integrate con fonti rinnovabili e obiettivi di autosufficienza energetica. Le soluzioni mirano alla riduzione dei consumi, alla produzione energetica da fonti rinnovabili, al riuso delle risorse e a un modello insediativo flessibile, replicabile e consapevole.
La scuola — Christian Quagliato
L’edificio scolastico prende forma da una figura geometrica definita, frutto dello sviluppo del masterplan sull’area di intervento. La scuola è interpretata come luogo di socialità e condivisione: per questo al centro è collocato un grande spazio comune, su cui si innestano, su due livelli, aule e ambienti destinati alla vita scolastica. I vuoti a doppia altezza nel solaio del primo piano collegano visivamente e fisicamente i due livelli, favorendo la circolazione dell’aria e la diffusione della luce negli ambienti più bassi.
Lo spazio condiviso alterna zone ad altezza interpiano costante e zone a doppia altezza, fino alla copertura con lucernari, così da sfruttare ventilazione naturale e luce naturale.
In questo sistema l’ampio atrio di collegamento tra i due blocchi diventa uno dei tanti luoghi di condivisione della scuola.
L’impronta è allungata e lineare, con una leggera articolazione della facciata che evita un effetto monolitico, mantenendo sempre in considerazione il fattore di forma S/V e la compattezza dell’edificio.
Sul fronte sud, gli aggetti completano la forma estetico-funzionale e garantiscono ombreggiamenti passivi nei periodi più caldi e apporti solari nelle stagioni fredde.
L’involucro opaco, nella sua stratigrafia, ha il compito di minimizzare le dispersioni per trasmissione con valori di trasmittanza prossimi a 0,15 W/m²K e protegge gli ambienti dalle alte temperature estive grazie a valori di sfasamento termico oltre le 16 ore.
Le partizioni interne sono costituite da una doppia parete in blocchi di argilla con intercapedine riempita in fibra di legno a bassa densità, utile anche al passaggio impiantistico. Il pacchetto, in primis, aumenta l’inerzia termica, contribuendo al controllo dei picchi di surriscaldamento; in secondo luogo, riduce la trasmissione del rumore per via aerea tra ambienti adiacenti attraverso il fenomeno massa-molla-massa.
Completa l’approccio sostenibile l’impianto fotovoltaico sulla copertura piana a verde estensivo, che migliora il rendimento dei pannelli mantenendo temperature superficiali più basse rispetto ad altre tipologie di coperture tradizionali. Lo stesso pacchetto contribuisce alla gestione, alla raccolta e al riuso dell’acqua piovana per usi non potabili all’interno della scuola.
Residence per ricercatori internazionali — Sergio Guacci
Il progetto del residence per ricercatori internazionali prevede un complesso abitativo temporaneo destinato a una comunità scientifica universitaria, concepito come organismo edilizio sostenibile, innovativo e ad alte prestazioni ambientali. L’intervento comprende 53 moduli abitativi, articolati in edifici a uno e due livelli, per circa 120 utenti, con superficie coperta di 5.100 mq, volumetria di 13.500 mc e altezza massima di 9 metri.
Le unità residenziali garantiscono privacy, corretta esposizione solare, qualità degli spazi interni ed esterni e integrazione con il verde circostante. Il complesso adotta un sistema costruttivo in eco-X-Lam, con pannelli in legno massiccio a strati incrociati per tamponature verticali e solai, assicurando continuità dell’involucro, riduzione dei ponti termici, buone prestazioni termoacustiche e adeguato comportamento sismico.
Elemento caratterizzante è la struttura esterna in acciaio, con funzione strutturale e architettonica, pensata per sostenere ampie superfici vetrate fotovoltaiche e definire l’immagine contemporanea del complesso. La copertura, una grande vetrata piana strutturale sollevata rispetto all’ultimo livello, integra vetri fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, massimizzando la captazione solare e l’integrazione architettonica degli impianti.
L’edificio è distaccato dal piano di campagna di 1,25 m, per proteggere le strutture lignee dall’umidità di risalita, migliorare la ventilazione del piano inferiore e aumentare la durabilità del sistema costruttivo. Involucro performante, eliminazione dei ponti termici, pompe di calore, impianti radianti, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore e raccolta delle acque meteoriche concorrono a definire un edificio efficiente, salubre e a ridotto impatto ambientale. Il linguaggio architettonico combina trasparenza, leggerezza, rivestimenti lignei, peperino locale e tecnologie energetiche integrate, in coerenza con i principi della bioarchitettura contemporanea.
Residenze unifamiliari come sistema abitativo integrato — Andrea Miele
Le residenze unifamiliari interpretano l’abitare temporaneo come parte del sistema residenziale del masterplan, proponendo unità modulari leggere, flessibili e ad alte prestazioni energetiche. Le abitazioni sono concepite come volumi compatti e replicabili, articolati per generare spazi esterni protetti, decking, giardini e ambiti di relazione tra interno ed esterno.
La distribuzione interna può adattarsi nel tempo a diverse esigenze d’uso, da configurazioni aperte assimilabili a un ampio monolocale fino ad assetti con più ambienti. Le unità sono inserite in cluster residenziali attorno a spazi verdi comuni, luoghi di incontro e condivisione. I percorsi pedonali collegano le corti agli spazi pubblici del masterplan, mettendo in relazione la dimensione domestica con l’Ecopark, la piazza del mercato, il teatro all’aperto e le altre funzioni collettive.
Il sistema costruttivo privilegia tecnologie a secco, materiali naturali e componenti disassemblabili. Struttura in legno massello, pannelli in fibra di legno, canapa, finiture in argilla e calce e riempimenti in scaglie di legno mineralizzato garantiscono buone prestazioni termoigrometriche, ridotto impatto ambientale e rapidità di realizzazione. L’edificio è sollevato dal terreno con fondazioni leggere, riducendo gli scavi, preservando la permeabilità del suolo e creando un’intercapedine tecnica per la distribuzione degli impianti e la manutenzione nel tempo.
Il progetto introduce i concetti di “kit abitativo” e “kit energetico”: struttura, involucro, schermature mobili, decking tecnici, sistemi fotovoltaici e dispositivi bioclimatici lavorano come parti coordinate di un sistema attivo. Orientamento, ventilazione trasversale, schermature solari, copertura ventilata e spazi di transizione riducono i fabbisogni energetici e migliorano il comfort interno.
Le prestazioni sono supportate da verifiche energetiche e termoigrometriche, con analisi di trasmittanza, sfasamento, condensa superficiale e interstiziale, ponti termici e rischio di muffa. Gli impianti prevedono pompe di calore aria-acqua, pannelli radianti a soffitto in terra cruda, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, produzione autonoma di acqua calda sanitaria con scaldacqua a pompa di calore e fotovoltaico integrato in copertura. La residenza diventa una piccola unità autosufficiente, parte di un ecosistema fondato su energia, paesaggio, risorse condivise e comunità.