HEREDITAS URBIUM: THE INHERITABLE CITY Concrete examples of a true urban regeneration

Conferenza internazionale Scuderie Aldobrandini-Villa Falconieri Frascati

5-8 giugno 2025

Le tendenze dominanti dell'architettura moderna e contemporanea sembrano aver dimenticato l'importanza del legame delle persone con territori, luoghi storici e tradizioni diversi. Ciononostante, da oltre trent'anni, parallelamente alla pratica diffusa del "progettare per qualsiasi luogo", numerosi architetti e urbanisti hanno realizzato opere di grande valore estetico, sociale, ambientale ed economico, al fine di rispondere al senso di identità e appartenenza che è alla base del vivere umano.

I recenti incentivi della Comunità Europea e degli enti locali per il rilancio del settore edilizio, così come le leggi sulla rigenerazione urbana, rischiano involontariamente di danneggiare il patrimonio territoriale, anziché proteggerlo, valorizzarlo e, di conseguenza, migliorare l'economia, le città e l'ambiente. Infatti, poiché il mercato immobiliare è poco redditizio nei nuovi e anonimi quartieri urbani, gli interessi di chi opera nel settore si stanno rivolgendo sempre più a realtà urbane storicamente caratterizzate.

Eppure, in un momento in cui le conferenze ONU sui cambiamenti climatici impongono scadenze per l'efficienza energetica (si pensi agli esiti delle COP 26, 27 e 28), anziché consentire la demolizione e la sostituzione di solidi edifici storici, bisognerebbe intervenire su quelli costruiti nel dopoguerra in modo frettoloso e spregiudicato. Infatti, come insegnano i nativi americani, ogni edificio dovrebbe essere progettato per "la settima generazione": questo valeva certamente per gli edifici storici, ma non per quelli sorti dopo la guerra.


In questo senso, con l'obiettivo di cambiare il modo di progettare le città e la mobilità al loro interno, diversi istituti hanno attivato in Italia programmi di studio per consentire ai propri studenti di conoscere da vicino i nostri centri urbani, comprendendone lo sviluppo, le peculiarità e le dinamiche, per poi tornare a progettare edifici (e vite) sostenibili. È necessario, infatti, reimparare un metodo di lettura dei luoghi e delle loro caratteristiche distintive, per operare nel rispetto dei territori e di chi li abita, adattando al contempo le diverse soluzioni progettuali alle esigenze del XXI secolo.

Ogni luogo è caratterizzato da modalità d'uso, presenti e passate, e da processi di trasformazione di cui i nuovi interventi architettonici e urbanistici devono tenere conto, superando ambizioni autoreferenziali che tendono a separare ambiti funzionali e fisici. Ogni "rigenerazione urbana" richiede, pertanto, una (ri)visione olistica della città, nonché un'azione sensibile alle esigenze di tutti i cittadini e attenta agli aspetti sociali, economici, antropologici, ambientali e storici. Senza una visione organica delle radici e dei contesti di ogni luogo, finiremmo per far scomparire il nostro patrimonio e per far sì che i paesi non siano diversi dagli altri, minando così, come effetto collaterale, i flussi turistici e l'economia nazionale.

Purtroppo, chi osa guardarsi alle spalle viene spesso accusato di nostalgia retrograda e incallita. A questo, si potrebbe rispondere parafrasando il monito di Maria Ponti Pasolini del 1915: "in Italia, più che altrove, ci crediamo impacciati dalla tradizione, la quale, per quanto gloriosa, grava su molti come un mantello di piombo. Ma la tradizione può essere, come diceva Manzoni dell'errore, un ostacolo contro cui inciampano i ciechi, ma per chi si cura di alzare il piede diventa un gradino per raggiungere altezze più elevate". (Maria Ponti Pasolini, Il Giardino Italiano , E. Loescher & Co., Roma, 1915, pag. 4.)

Grazie alla corretta analisi dei luoghi e al recupero in Italia di quegli strumenti abrogati dalle leggi del 1925-26, avremmo oggi la possibilità di favorire il riconsolidamento delle nostre città e il miglioramento delle condizioni di vita nelle periferie. Inoltre porremmo fine al consumo di suolo, restituiremmo terra alle campagne, miglioreremmo le condizioni climatiche e creeremmo profitto pubblico - anziché un aumento del debito.

Questo convegno, organizzato dall'Accademia Vivarium novum, intende dimostrare la fattibilità di una città di questo tipo. Ci rivolgiamo quindi non solo ad architetti e urbanisti, ma soprattutto ad associazioni di categoria, costruttori, promotori immobiliari, professionisti, politici e cittadini, esemplificando il nostro impegno con città già costruite e che saranno illustrate direttamente da chi le ha progettate e autorizzate. Il nostro obiettivo è riorientare i programmi di pianificazione urbana e le normative vigenti in nome di un futuro da lasciare ai posteri.

Proponiamo quindi un intervento urbano pensato per la settima generazione, di cui i nostri figli e nipoti potranno beneficiare, anziché pagarne il conto – un intervento che, in una parola, potremmo definire "ereditario".

Come partecipare

Di persona : prenotazione obbligatoria scrivendo a convegni@vivariumnovum.net .

Virtualmente : sarà possibile registrarsi sulla piattaforma Zoom per seguire il convegno da remoto, attraverso il link che verrà pubblicato entro un mese.

Sarà disponibile una traduzione simultanea in inglese sia da remoto che in presenza.

Dove: ,

Quando: 05 giugno 2025 07:00

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