Accolto nel verde

Ambrantonella Lattanzio, Roberta Rocco, Michele Maria Sergi

Il progetto vuole rappresentare, nelle fattispecie dell'impostazione strutturale e dell'organizzazione microurbanistica, la riscoperta – nell'ottica dell'accoglienza e dell'inclusività – del ruolo di centralità dell'individuo e del proprio rapporto con l'ambiente naturale circostante. L'intervento si basa perciò su un inamovibile principio di preservazione della realtà esistente, infusa di nuova alità grazie alle integrazioni vegetali e antropiche derivanti dalla nuova organizzazione del sito.

A partire dall'ingresso dell'area sportiva del Don Orione, si è deciso di operare nel solco della valorizzazione del costruito, riprogettando l'esistente parcheggio e trasformandolo in una zona- buffer di stazionamento e ricarica dei veicoli elettrici – compresa di microstazione per la produzione dell'energia richiesta tramite sistema fotovoltaico. L'accesso al nuovo nucleo socio-abitativo del lotto è regolato attraverso una serie di percorsi, carrabili, ciclabili e pedonali, che garantiscono una agevole redistribuzione delle funzioni ad essa collegate. Gli edifici, concepiti come naturale continuazione delle vie d'accesso, seguono uno schema di assoluto rigore costruttivo e, pur sviluppandosi in maniera da seguire la attuale conformazione del terreno, mantengono un deciso carattere di semplicità e fruibilità. Le due piazze, rappresentanti il nucleo estetico e funzionale del complesso, sono immagine dei due spiriti animanti il progetto. La prima, posta al livello dell'accesso pedonale, è l'hub d'accesso ai due edifici mentre la seconda, a valle, è il centro coesivo del progetto che, fisicamente, si pone – attraverso un sistema di scale, rampe e ascensori – a collegamento tra la dimensione artificiale del costruito e quella naturale del verde esistente. La piazza superiore garantisce accesso a lobby, reception e primo soccorso dell'edificio Est, nonché al piano terra dell'edificio Ovest.

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L'edificio est comprende due moduli: la Torre, all'ingresso del lotto, contiene – oltre alle funzioni d'accoglienza già menzionate – due piani di abitazioni destinate ai senzatetto, servite da postazioni d'assistenza sanitaria e unite ad una zona adibita a serra e da una grande terrazza poggiantesi sull'edificio adiacente. Il Refettorio, comprendente l'ampia e soleggiata mensa che si apre sulla piazza a valle, nonché una serie di attività comuni, al piano superiore e fornisce una ideale e visuale interconnessione tra il noccioleto esistente e la nuova vegetazione di progetto inserita nella piazza.

La viabilità interna dell'edificio è organizzata in maniera tale da garantire la separazione tra residenti e fruitori delle zone comuni, al fine di assicurare il rispetto della privacy degli abitanti. L'edificio ovest, dedicato alle famiglie e agli anziani, è costruito attorno al desiderio di fornire ai residenti massima pace e assoluta riservatezza. Fin dalla scelta dei materiali da costruzione (in questo caso la terra e il legno) si è deciso di delineare due chiari assi su cui definire la filosofia d'intervento: la protezione e il calore. La definizione di un efficiente sistema di illuminazione naturale, facilitato dall'apposizione di un ballatoio esterno separato dall'edificio e basato sullo studio dell'orientamento dell'edificio è stata – ai fini progettuali – prerogativa imprescindibile, data dalla delicata utenza degli spazi abitativi. Il laboratorio e il giardini d’inverno sono i due principali punti di ritrovo della costruzione.


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