La scuola dell'accoglienza

Francesco Barducci, Gavino De Sarno, Carola Parrinello, Cristina Sciommeri

Progetto generale di restauro e ampliamento del complesso scolastico


La scuola Grilli nasce nei primi anni del ‘900 e si sviluppa secondo il modello di “scuola all’aperto” nel 1911 sotto la direzione di Alfredo Bajocco. Le “scuole all’aperto” si svilupparono sulla base di studi medici e pedagogici, mirati a fornire un valido supporto all’infanzia gracile, malata, e povera di allora. Il tema dell’accoglienza propone un atteggiamento che richiama la vocazione originaria alla cura del bambino, cercando di rispettare la continuità storico-culturale e proponendo interessanti innovazioni che ne integrino la sostanza. Preliminarmente ad ogni operazione progettuale si è deciso di mantenere inalterato il leitmotiv principale di questi concetti pedagogici. Dunque il progetto è stato elaborato prevedendo attività da svolgersi nelle aule dei padiglioni (nuova costruzione e ristrutturazione) e nelle aule all’aperto, riconoscendo a queste ultime la stessa importanza che si attribuisce normalmente alle prime, in aderenza al principio che vede il bianco e il nero, il movimento ed il riposo, il sonno e la veglia, come due facce complementari della stessa medaglia. Allo stesso modo le attività all’aperto sono informate da un principio di estroversione, le attività indoor da un principio di introversione, entrambi contribuiscono a crescere individui sani ed equilibrati, nella mente e nel corpo. Lo stato di fatto mostra l’esistenza di quattro padiglioni, di cui tre sottoposti a vincolo di tutela. Si è deciso di intervenire demolendo tutte le superfetazioni ed un intero padiglione, volendo così valorizzare l’elemento di storicità architettonica come nucleo del nuovo impianto. I vecchi padiglioni sono stati restaurati, i nuovi giustapposti a creare una quinta lungo il confine nord del lotto. Tutti gli elementi impiegano tecnologie atte al conseguimento di elevate performance energetiche. Il nuovo padiglione “mensa” è un emiciclo che ritaglia due spazi diversi. Il primo, una promenade verde, coperta da un pergolato, collega tutti i padiglioni che costituiscono il complesso didattico, garantendo la continuità funzionale. Il secondo è uno spazio circolare con un ampio giardino, sedute e giochi d’acqua. Per quanto riguarda i materiali adottati, la tecnologia principale a cui si è ricorsi è quella del Brettstapelnbau. Questa tecnica prevede l’impiego di assi di legno (generalmente le essenze utilizzate sono Douglasie) rese solidali da connettori in ferro. Tali elementi si configurano sia come parte dell’involucro che come struttura portante. 


Veduta del giardino con l’impianto di fitodepurazione


Planivolumetrico di progetto


Il legno massello è un materiale semplice ma dalle potenzialità infinite. E’ un materiale naturale, contribuisce a limitare il carico di anidride carbonica che grava sul pianeta e che provoca gli ormai ben noti sconvolgimenti climatici; è privo di collanti e quindi di emissioni che minacciano la salute degli occupanti degli edifici; ha bassi costi di produzione e presenta una relativa facilità di montaggio, senza richiedere un eccessivo dispendio di risorse nell’approntamento del cantiere. Favorisce inoltre la nascita di legami positivi tra i vari soggetti componenti la filiera edilizia e la comunità. In ultima analisi è rappresentativo di positivi valori di coesione sociale e solidarietà oltreché un ottimo materiale per l’edilizia. Quest’atteggiamento progettuale è integrato da alcuni temi tipici della bioarchitettura che fanno “scuola” nella scuola. Nasce così la volontà di inserire un impianto di fitodepurazione. Le essenze utilizzate depurano le acque grigie provenienti dai padiglioni e completano il ricco apparato verde che già impreziosiva il lotto. Il rivolo di acque depurate è come un merletto che adorna la scuola e che rinforza il genius loci di un posto anticamente considerato sacro. Gli orti insegnano ai bambini che si può ridare vita alla terra. I percorsi didattici che segnano un pattern circolare nel giardino della scuola invitano al gioco, perché l’apprendimento non deve essere percepito come oppressivo ma è un cammino che va intrapreso con gioia. I tetti giardino contribuiscono al comfort termico indoor e ad armonizzare perfettamente i padiglioni con l’ambiente esterno. Nella scuola dell’accoglienza ogni materiale, ogni tecnica utilizzata, ogni spazio ha la sua ragion d’essere nello sviluppo armonico del bambino. Un punto di incontro tra presente e futuro, tra tradizione ed innovazione, nel segno del rispetto reciproco e dell’ambiente, della collaborazione, e “naturalmente” aderente ai principi della bioarchitettura.


Schema urbanistico con evidenziato parte dell'impianto di fitodepurazione e i principali elementi della mobilità; e sezione tecnologica del padiglione 2 che evidenzia la porzione dello stesso, demolita e ricostruita.

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