Metamorfosi

Sara Bodiglio, Salvatore La Puma, Martina Paoloni, Francesco Soro

Planimetria generale di progetto. Dialogo tra i padiglioni di nuova costruzione e quelli storici

Il sito su cui sorge l’attuale scuola a cui si riferisce il progetto è costituito da un’area di forma triangolare di circa 5.500 mq complessivi, a cui si accede da un unico ingresso localizzato sul lato sud-est. La notevole entità degli spazi aperti rispetto al costruito risulta essere il carattere distintivo del complesso, concepito originariamente come scuola all’aperto e quindi luogo in cui la didattica entra in forte relazione con la natura circostante. Basandosi sul principio secondo cui la natura è capace di adattarsi, resistere e rinascere, il progetto Metamorfosi richiama un’architettura che può “riconfigurarsi”, evolvendosi e facendo tesoro della sua esperienza. Un’architettura “resiliente”, dinamica e tenace.


Veduta esterna delle nuove costruzioni in legno

Sia per la particolarità paesaggistica che per il forte carattere identitario del sito, il progetto è concepito per essere in armonia con il luogo, così da preservarne l’identità e favorire una continuità di linguaggio. Tali presupposti si delineano attraverso un duplice approccio: di tipo conservativo per quanto riguarda i padiglioni preesistenti, ed innovativo per rispondere alle nuove metodologie didattiche e alle richieste di ampliamento soprattutto per quanto riguarda la scuola materna, di cui si prevede un raddoppio dei fruitori (dai 25 attuali ai 50 di progetto).

Il progetto prevede la conservazione dei tre padiglioni in legno preesistenti, la demolizione delle relative superfetazioni e del quarto padiglione, collocato a sudovest, costituito da un corpo prefabbricato di più recente costruzione. Le esigenze di ampliamento, l’intenzione di creare spazi comuni e di distinguere più chiaramente gli ambienti della materna da quelli della scuola elementare, la necessità di rispettare i vincoli caratterizzanti il sito, si traducono in particolari scelte progettuali. Tra queste: la dislocazione a sud di nuovi padiglioni; la collocazione della scuola materna a nord-est del lotto nei padiglioni più prossimi all’accesso e di quella elementare nei nuovi padiglioni ad ovest, verso il confine del lotto delimitato dalle mura; la realizzazione di un volume di collegamento tra i vari padiglioni, caratterizzato da due ingressi distinti che servono rispettivamente la scuola materna e quella elementare.


Sezione tecnologica che mostra la stratigrafia dei materiali adottati per la riqualificazione dei padiglioni esistenti (porzione destra della sezione) e quella adottata per i nuovi padiglioni (porzione sinistra della sezione).

Tutte le aule sono concepite come moduli flessibili per permettere ad insegnanti e bambini di avere molteplici soluzioni didattiche in continuo rapporto col giardino esterno. Gli spazi comuni, poliedrici e riorganizzabili nel tempo, rappresentano un punto focale del progetto e sono necessari per consentire l’utilizzo di metodi pedagogici innovativi. Allo stesso modo, lo spazio esterno è organizzato con aree gioco e didattiche quali orti verticali, rain garden (giardini della pioggia) per il drenaggio delle acque piovane, piccoli specchi d’acqua con sistema di depurazione integrata, allestimenti quali piccoli ponti utili a favorire la curiosità, la socializzazione e la sensibilità ambientale dei bambini. Il progetto aspira a realizzare uno spazio architettonico fluido, capace di integrare il contesto e diventare con questo un unicum tramite il ridisegno del suo tessuto ed il rispetto della sua storia.


Veduta degli spazi interni comuni

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