Nella splendida e senza tempo cornice di Palazzo Donn’Anna a Posillipo, ospitati nella sede della Fondazione Ezio De Felice, si è tenuto il 20 febbraio 2026 un incontro che ha creato occasione per riflessioni e confronti sulla Bio Architettura. L’evento non è stato solo un convegno tecnico, ma un vero e proprio simposio su varie tematiche: sull'identità dell'architetto nel XXI secolo, sospeso tra l’urgenza della transizione ecologica e la necessità di riscoprire un’etica del "buon costruire". L’apertura del convegno è stata inaugurata dai saluti istituzionali dell’Arch. Natale Giampietro, Segretario dell’Ordine degli Architetti di Napoli, e dell’Arch. Gianluca Vosa, Segretario del FOAN. Entrambi hanno sottolineato come la bio-architettura non debba più essere considerata una "nicchia", ma il pilastro portante della pratica professionale moderna, nonostante le difficoltà di oggi nel fare il progettista, soprattutto nel mondo degli appalti pubblici. Il cuore pulsante del dialogo è stato alimentato dal Prof. Massimo Pica Ciamarra, Vicedirettore della Fondazione Bio-Architettura e storico pioniere della disciplina nel Mezzogiorno. La conferenza ha poi virato verso i temi della concretezza tecnica e normativa con le parole dell’Ing. Giuseppe Dell'Olio (GSE) e del Dott. Daniele Braccia (FEDERESCO). In chiusura la Prof.ssa Wittfrida Mitterer, Direttrice della Fondazione Bio-Architettura, ha chiuso il cerchio dei riflessioni teoriche in materia di sostenibilità e mostrando alcune buone pratiche di architetture portate avanti da lei e dalla Fondazione. A tessere le fila di questo complesso arazzo di interventi sono stati in qualità di moderatori l’Arch. Pierfrancesco Pacitto, prossimo al conseguimento del Master LUMSA in Bio-Architettura e l’Arch. Ginevra De Colibus, esperta e firma della rivista della Fondazione di Bio-Architettura.
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