Il progetto nato da un’intuizione della prof.ssa Wittfrida Mitterer raccontato nella Cronaca di Roma come possibile risposta concreta alle isole di calore urbane.
Il Messaggero ha dedicato un ampio articolo all’Albero Bioclimatico, il progetto della Fondazione Italiana di Bioarchitettura® nato da un’intuizione della prof.ssa Wittfrida Mitterer, presidente della Fondazione e direttrice del Master in Bioarchitettura della LUMSA Master School. L’articolo presenta l’intervento come un “condizionatore green” pensato per Piazza dei Cinquecento, a Roma.
Il progetto si fonda sul principio del raffrescamento adiabatico, una tecnologia passiva che sfrutta l’evaporazione dell’acqua per abbassare la temperatura dell’aria senza ricorrere a compressori elettrici tradizionali. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’Albero Bioclimatico potrebbe contribuire a ridurre la temperatura dell’area circostante di circa 10 gradi rispetto alle zone limitrofe.
Inizialmente immaginato per Piazza San Pietro, l’intervento è oggi previsto nell’ambito del masterplan di riqualificazione di Piazza dei Cinquecento, in prossimità della Stazione Termini: un luogo fortemente esposto all’irraggiamento solare, caratterizzato da ampie superfici pavimentate e da un’intensa vocazione di transito e permanenza.
L’Albero Bioclimatico reinterpreta in chiave contemporanea principi antichi di ventilazione e raffrescamento naturale, traducendoli in una struttura urbana innovativa, simbolica e concreta. Una proposta che unisce bioarchitettura, climate engineering, qualità dello spazio pubblico e contrasto agli effetti del cambiamento climatico.
Per la Fondazione Italiana di Bioarchitettura® questo riconoscimento rappresenta un importante segnale di attenzione verso una ricerca progettuale capace di mettere al centro il benessere delle persone, la rigenerazione urbana e la responsabilità ambientale. In un tempo in cui le città sono chiamate ad affrontare temperature sempre più estreme, l’Albero Bioclimatico indica una possibile strada: progettare spazi pubblici più vivibili, resilienti e climaticamente consapevoli.