È uscita su Il Fatto Quotidiano un’intervista a Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, che offre una riflessione profonda e attuale sul rapporto tra città, paesaggio e qualità dell’abitare.
Nell’intervista, Padre Gianni affronta con lucidità il tema del consumo di suolo e della trasformazione dei nostri contesti urbani, arrivando a parlare di un nuovo livello di consumo: non più solo quello del territorio, ma anche quello del “cielo”, con riferimento alle nuove infrastrutture che stanno modificando lo skyline delle città storiche. Un’immagine potente, che invita a interrogarsi sul senso e sulla direzione dello sviluppo contemporaneo.
Le sue parole richiamano con forza il valore della bellezza come bene comune, strettamente connesso alla dimensione etica e sociale del progetto. Una visione che trova piena sintonia con i temi della bioarchitettura, dove qualità ambientale, responsabilità e cura del paesaggio sono elementi centrali.
Chi ha avuto modo di ascoltarlo durante il recente convegno alla Certosa di Firenze ricorderà il suo intervento come uno dei momenti più intensi e significativi della giornata: un contributo capace di unire profondità culturale e sguardo contemporaneo, offrendo spunti di riflessione che vanno ben oltre il dibattito tecnico.
Un invito, il suo, a tornare a considerare l’architettura e la trasformazione del territorio come atti di responsabilità collettiva, in cui estetica ed etica procedono insieme.
Fotocredit: ansa Claudio Giovannini