Blu Writer

A chi appartengono i graffiti?

A Milano è avvenuto che l'Assessore al decoro, nel corso di un’iniziativa del “popolo delle spugnette” per cancellare graffiti, abbia visto un'auto mal parcheggiata e l'abbia “decorata” con qualche striscia di vernice.
L'assessore forse non lo sa, ma quell'azione è molto simile a quel che fanno i “vandali” contro cui in quel momento manifestava. Dimostrando così in prima persona quanto sia ambigua la retorica contro il degrado.
É avvenuto a Bologna che l’istituzione cittadina (Genus Bononiae) abbia avuto l’iniziativa di strappare un certo numero di murales d'autore (Blu, Ericailcane e altri) per inserirli nella mostra “Street art-Banksy & Co”, per poi proporre al Comune una imbarazzante donazione.
Un dono presuppone la proprietà dell'opera. Di chi sono dunque quei graffiti? Dei proprietari delle mura? Degli autori? Degli speculatori? Dei critici? Della città?
La Street art nasce da un'elaborazione lunga e discussa, e condivisa.
Serve alla comunità: non è pubblica, non è privata, è comune e dunque straordinaria.

Articolo completo si trova nell'edizione 97 del 2016 alle pagine 14 - 19.

Condividi

Vuoi leggere l'intero articolo o tutta la rivista?

Puoi acquistare l'edizione n. 97 direttamente da qui.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta informato con i nostri eventi, attività e sconti.