IL PAPA: È ORA DI PROMUOVERE UNA SPIRITUALITÀ ECOLOGICA

Per la chiusura dell'Anno dedicato alla Laudato si', un video messaggio del Pontefice. Il cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha presentato la “Laudato si’ Action Platform”, un progetto che per sette anni coinvolgerà diocesi, istituti religiosi, aziende, scuole e ospedali. Obiettivo: stili di vita sostenibili. «Speriamo in una partecipazione del Papa alla Conferenza Onu sul clima, la Cop26 di Glasgow»

L’ attuale pandemia ha evidenziato «che tutto è interconnesso e interdipendente e che la nostra salute non è separata dalla salute dell’ ambiente in cui viviamo»: lo afferma il papa nel video-messaggio che ha registrato per il lancio della «Piattaforma di Iniziative Laudato si'», un percorso di sette anni rivolto a varie realtà: famiglie, comunità parrocchiali e diocesane, scuole e università, ospedali, imprese, aziende agricole ed istituti religiosi, nel quale caldeggia la promozine di una «spiritualità ecologica». Francesco, è stato confermato con l’ occasione, è stato formalmente invitato ad andare a Glasgow a novembre per il vertice sul clima al quale dovrebbe partecipare anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

«Con l’ enciclica Laudato si’ , promulgata nel 2015, invitavo tutte le persone di buona volontà a prendersi cura della Terra, che è la nostra casa comune», ricorda il pontefice argentino nel video-messaggio pubblicato oggi dal Vaticano. «Da tempo, ormai, questa casa che ci ospita soffre per ferite che noi provochiamo a causa di un atteggiamento predatorio, che ci fa sentire padroni del pianeta e delle sue risorse e ci autorizza a un uso irresponsabile dei beni che Dio ci ha dato. Oggi, queste ferite si manifestano drammaticamente in una crisi ecologica senza precedenti, che interessa il suolo, l’ aria, l’ acqua e, in genere, l’ ecosistema in cui gli esseri umani vivono. L’ attuale pandemia, poi, ha portato alla luce in modo ancora più forte il grido della natura e quello dei poveri che ne subiscono maggiormente le conseguenze, evidenziando che tutto è interconnesso e interdipendente e che la nostra salute non è separata dalla salute dell’ ambiente in cui viviamo».

Il video ha marcato la fine dell’ anno dedicato alla Laudato si’ e l’ inizio di un nuovo settennato di iniziative ispirate sempre alla enciclica papale. «Ringrazio tutti coloro che hanno celebrato quest’ anno con moltissime iniziative. Oggi sono lieto di annunciare che l’ anno Laudato si’ sfocerà in un progetto d’ azione concreto, la Laudato si’ Action Platform, un cammino di sette anni che vedrà impegnate in diversi modi le nostre comunità, perché diventino totalmente sostenibili, nello spirito dell’ ecologia integrale», afferma il Papa.

Il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha chiosato, nel corso di una conferenza stampa, che «con moltissimo entusiasmo, le Chiese locali, le associazioni e i movimenti, e molti altri hanno risposto all’ appello di papa Francesco, per prenderci cura della nostra casa comune. Sono nati giardini e cappelle viventi Laudato Sì, luoghi non solo fatti di alberi, ma nati da una felice interconnessione tra il territorio, l'uomo e le sue attività educative, sociali, economiche, nel rispetto degli ecosistemi e delle biodiversità. Per esempio, la Chiesa in Bangladesh, con 400 mila cattolici, ha piantato più di 700 mila alberi durante l’ anno, quasi due a battezzato. La giovane Vivianne Harr riceve dal co-fondatore di Twitter un milione di dollari per piantare alberi per fermare l'avanzamento del Sahara. Questi sono i primi, visibili frutti dell’ anno dell’ anniversario speciale, che si è concluso in questi giorni con la Settimana Laudato si’ ».

Ora, nel video-messaggio il Papa invita «sette realtà: famiglie – parrocchie e diocesi – scuole e università – ospedali – imprese e aziende agricole – organizzazioni, gruppi e movimenti – istituti religiosi» a «lavorare insieme»: «Solo così potremo creare il futuro che vogliamo: un mondo più inclusivo, fraterno, pacifico e sostenibile. In un cammino che durerà per sette anni, ci lasceremo guidare dai sette obiettivi della Laudato si’ , che ci indicheranno la direzione mentre perseguiamo la visione dell’ ecologia integrale: la risposta al grido della Terra, la risposta al grido dei poveri, l’ economia ecologica, l’ adozione di uno stile di vita semplice, l’ educazione ecologica, la spiritualità ecologica e l’ impegno comunitario. C’ è speranza. Tutti possiamo collaborare, ognuno con la propria cultura ed esperienza, ciascuno con le proprie iniziative e capacità, perché la nostra madre Terra ritorni alla sua originale bellezza e la creazione torni a risplendere secondo il progetto di Dio».

Il cardinale Turkson ha detto, in risposta a una domanda dei giornalisti, che il Papa è stato invitato a Glasgow: «Una richiesta è stata fatta e gli è stata recapitata. Al momento non posso confermare la sua partecipazione, ma la richiesta c’ è». Già nei mesi scorsi era stata ipotizzato un viaggio di papa Francesco a Glasgow, in Scozia, per prendere parte al vertice delle Nazioni Unite sul clima organizzato dal 9 al 20 novembre prossimi dal Regno Unito in partnership con l'Italia, con la partecipazione, tra gli altri, di Joe Biden, viene ipotizzato dal settimanale cattolico britannico The Tablet. Jorge Mario Bergoglio si è personalmente speso per il vertice del clima di Parigi (Cop24), nel 2018. A rirproporre l’ invito al Papa, da ultimo, è stato l’ inviato del presidente Usa per il clima, John Kerry, ricevuto la scorsa settimana da Francesco.

Il Papa, di certo, rilancia con l’ iniziativa odierna l’ impegno della Chiesa per la cura della casa comune: «Abbiamo bisogno – afferma nel video-messaggio – di un nuovo approccio ecologico, che trasformi il nostro modo di abitare il mondo, i nostri stili di vita, la nostra relazione con le risorse della Terra e, in generale, il modo di guardare all’ uomo e di vivere la vita. Un’ ecologia umana integrale, che coinvolge non solo le questioni ambientali ma l’ uomo nella sua totalità, diventa capace di ascoltare il grido dei poveri e di essere fermento per una nuova società. Abbiamo una grande responsabilità, specialmente nei confronti delle future generazioni. Che mondo vogliamo lasciare ai nostri bambini e ai nostri giovani? Il nostro egoismo, la nostra indifferenza e i nostri stili irresponsabili stanno minacciando il futuro dei nostri ragazzi! Rinnovo allora il mio appello: prendiamoci cura della nostra madre Terra, vinciamo la tentazione dell’ egoismo che ci rende predatori delle risorse, coltiviamo il rispetto per i doni della Terra e della creazione, inauguriamo uno stile di vita e una società finalmente ecosostenibili: abbiamo l’ opportunità di preparare un domani migliore per tutti. Dalle mani di Dio abbiamo ricevuto un giardino, ai nostri figli non possiamo lasciare un deserto».

Fonte www.m.famigliacristiana.it

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