Capire e governare la complessità

Portiamo al centro le persone per custodire la casa comune

Viviamo la fase finale dell’Antropocene e dobbiamo evitarne l’esito verso la estinzione della specie

umana che la scienza ritiene di non potere escludere alla luce dell’evoluzione della già irreversibile

Crisi Climatica, cui si interconnettono le altre tre crisi sistemiche in atto: bellica, pandemica e finanziaria-

industriale.

Il Potsdam Institute for Climate Impact Research, analizzando le interazioni causali tra crisi, introduce

il concetto di "policrisi", crisi globale che sorge quando uno o più eventi scatenanti in rapida

evoluzione, triggers, si combinano con sollecitazioni lente, stresses, portando un sistema globale

dal suo equilibrio consolidato verso uno stato di squilibrio volatile e dannoso, attraverso tre percorsi

causali: stress comuni, effetti domino, feedback intersistemici, che possono collegare più sistemi

globali per produrre crisi sincronizzate.

Capire e governare la complessità delle società moderne richiede approcci sistemici per elaborare

bilanci ambientali, energetici ed economico-finanziari ad essi correlati in base ai quali calcolare efficienza

e rendimento dei modi d’uso delle risorse finite, cicliche, rinnovabili e promuovere un modello

di sviluppo sostenibile che privilegi interesse generale e beni comuni nei sistemi a risorse finite

quale la nostra “casa comune” Terra.

Nel 1987, il Rapporto Brundtland «Our common future» propose come necessaria "sfida globale"

lo “sviluppo sostenibile", tale da "far sì che esso soddisfi i bisogni dell'attuale generazione senza

compromettere la capacità di quelle future di rispondere alle loro", avviando il cambiamento nello

sfruttamento delle risorse in direzione di investimenti, tecnologie, strutture istituzionali tali da

soddisfare i bisogni delle future generazioni oltre a quelli delle attuali. Centrale, per il Rapporto, era

garantire la "partecipazione di tutti" per conseguire equità intra- ed inter-generazionale supportata

da sistemi politici che garantissero piena partecipazione dei cittadini al processo decisionale e da reale

democrazia a livello delle scelte internazionali, agendo sulle tre gambe del tavolo dello sviluppo

sostenibile: sociale, economica ed ambientale.

Condividi

Vuoi leggere l'intero articolo o tutta la rivista?

Puoi acquistare l'edizione n. 152/153 direttamente da qui.

Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta informato con i nostri eventi, attività e sconti.