Venticinque anni fa un gruppo di giovani ingegneri tedeschi che auspicavano
l’abbandono dell’energia nucleare, all’epoca avvertita come uno
dei massimi pericoli, cominciarono a studiare lo sfruttamento mirato
dell’energia solare. Dopo anni di ricerche e discussioni, sviluppi e catastrofi,
mentre in Germania cominciano a vedersi segnali di rinnovamento,
ritroviamo alcune delle riflessioni e delle preoccupazioni che ci accompagnano
da venticinque anni nelle parole di Papa Francesco: l’affinità con
i concetti espressi nell’Enciclica Laudato si’ è profonda e sincera. Certo
nella nostra quotidianità tecnologizzata la scelta lessicale è altra, ma non
possiamo non rispondere al suo appello: “La sfida urgente di proteggere
la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia
umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché
sappiamo che le cose possono cambiare”. Per chi si occupa di energia e
di clima, la preoccupazione per la situazione globale è tangibile. Come
sottolinea il pontefice “esiste un consenso scientifico molto consistente
che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema
climatico... numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte
del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione
di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed
altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana”. Ma fortunatamente
“l’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa
comune.” E ancora “L’obiettivo non è raccogliere informazioni o saziare la
nostra curiosità, ma di prendere dolorosa coscienza, osare trasformare in
sofferenza personale quello che accade al mondo, e così riconoscere qual
è il contributo che ciascuno può portare.”