“Laudato si’”: quale stupenda rappresentazione delle sfide che ci presenta
la Cura della casa comune! L’enciclica di Papa Francesco pone ciascuno di
noi di fronte a una consapevolezza radicalmente nuova, alla necessità di
nuove pratiche nella cura della nostra casa comune, la città.
Ed è proprio di nuove pratiche che intendo parlare. C’è un disegno di Saul
Steinberg dal titolo “Il Nuovo Mondo” che illustra meravigliosamente la
situazione del nostro tempo. Non c’è più il ristretto orizzonte che dall’oscurità
della Terra era concesso agli abitanti delle caverne. C’è una panoramica
nuova, ma non sembra esserci abbastanza spazio per tutti quelli che spuntano
fuori. Quanta gente può stare in cima alla piattaforma?
C’è una scala che scende verso la terra, unica via d’uscita per non restare
confinati a quella vertiginosa altezza, ma la scala disegnata da Steinberg
non sembra molto sicura. Forse la signora con il bel cappello dovrà lasciare
la borsetta prima di scendere! Oppure, per ipotesi, potremmo prolungare
la struttura e costruire ancora più in alto una piattaforma più ampia?
Abbiamo le risorse necessarie per farlo? E, intanto, quale paesaggio si apre
sotto la scala? La Terra non sembra essere più un paradiso: solo pochi alberi
sparsi su un aspro paesaggio. A un certo momento – migliaia di anni fa
– abbiamo abbandonato il Paradiso, perdendo l’originaria unità tra uomo
e natura. Non abbiamo fatto più parte del Cosmo, abbiamo dovuto provvedere
a noi stessi e cominciare a costruire capanne, case, villaggi, città e
metropoli. Ora ci ritroviamo molto al di sopra della Terra, sulla cima di una
scala di cemento, con una visione di ampia portata, ma ancora alla disperata
ricerca di consapevolezza.