Situato all’incrocio fra le vie Lido e Bersaglio, l’edificio che fu inizialmente
sede del tiro a segno cittadino custodisce nei suoi muri la storia architettonica,
sociale e parzialmente anche politica della città di Merano. Dalla
costruzione nell’epoca di grande espansione turistica e urbanistica alla
fine dell’Ottocento, l’edificio attraversò indenne le due guerre mondiali,
trasformandosi nel dopoguerra in un amato ritrovo popolare, destinato ad
ospitare alcune fra le maggiori associazioni cittadine della cultura e dello
sport.
Progettato nei primi anni Ottanta dell’Ottocento dallo studio ingegneristico-
architettonico Musch & Lun di Merano, l’“Ex Bersaglio” si inserì fin da
subito in quel grande progetto di riqualificazione urbana che era andato
sviluppandosi negli ultimi decenni del XIX secolo e che ridefinì la città, spostando
il suo baricentro verso ovest ed ampliando il centro storico medievale
e seicentesco con la costruzione di nuovi quartieri residenziali e nuove
grandi strutture ricettive, atti ad accogliere una nuova cittadinanza benestante
e un turismo d’élite, richiedente sempre maggiori servizi.
Lo studio di progettazione era particolarmente attivo a Merano, in quel
tempo, e lasciò la propria impronta in numerosi edifici pubblici, tra cui il
vicino macello civico, il vecchio ospedale e, più tardi, nel 1906, l’ex Hotel
Emma (oggi scuola superiore “Marie Curie”).
Prima del 1882, l’imperialregio tiro a segno cittadino si trovava nell’odierna
piazza Teatro ed era sede della locale compagnia di Schützen. Con l’ampliamento
della città verso ovest, si decise nel 1882 la costruzione di un
nuovo edificio dedicato al tiro a segno e, dopo vari sopralluoghi, si optò
per l’acquisizione di un terreno posto alle spalle della stazione ferroviaria,
inaugurata solamente un anno prima e situata nell’odierna Piazza Mazzini...