La Biennale del postumano

Alla Biennale l’unica ricerca attuale: quella inascoltata

La mostra curata da Ratti e inaugurata a Venezia il 10 maggio 2025 restituisce

in maniera univoca una chiara traiettoria di ricerca, dove per ricerca

intendiamo un movimento capace di produrre soluzioni nuove a problemi

nuovi. Dunque, siccome parliamo di architettura e cioè di spazio e di forma,

intendiamo spazi e forme inedite. Cent’anni fa, Mies diceva che «l’architettura

è la volontà dell’epoca tradotta nello spazio» e, senza dubbio

alcuno, la volontà della nostra epoca ha a che fare con la scoperta della

complessità e di quell’intreccio che lega cose apparentemente distanti tra

loro, rendendo tutto connesso, interdipendente, potremmo dire solidale,

per questo intrinsecamente ibrido, instabile, fragile.

Scavalcando una buona volta l’illusoria e dannosa separazione tra il mondo

della mente e della cultura e quello del corpo e della cosiddetta “natura”

che, come sa chi pratica un pochino la filosofia della scienza, non esistono

in quanto poli opposti, giacché la cultura altro non è che una emanazione

della natura così come l’uomo stesso – e tutte le sue invenzioni – altro non

è che una parte della natura. Oltre che un tema filosofico e scientifico,

la teoria della complessità si configura come un vero e proprio manifesto

ideologico, un sistema valoriale. Sappiamo ormai che non possono esserci

opulenza, consumo sfrenato e sfarzo se da qualche altra parte (nello spazio

o nel tempo) non vi siano ingiustizia, sfruttamento, annichilimento della

vita. Siamo alle basi dell’ecologia che non è una scoperta di ieri, ma un

tema ormai vecchio che Edgar Morin ha raccontato in tutti i modi umanamente

possibili, restando di fatto inascoltato dalla politica – soprattutto da

quella dominante di questi brutti tempi – e dalla cosiddetta società civile.

Tutto questo è strettamente connesso con l’architettura, molto più di quanto

potrebbe sembrare agli occhi profani

Articolo completo si trova nell'edizione 154 del 2025 alle pagine 30 - 35.

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