Quando nel 2014 fummo coinvolti per collaborare al salvataggio dell’unico
gasometro rimasto del grande complesso di Schlieren, l’edificio si presentava
in uno stato precario. La vasca non poteva più essere riempita d’acqua,
era permeabile, tuttavia sulla piastra di fondo ne stazionavano sempre
alcuni centimetri, poiché l’acqua piovana scorreva lungo la campana e,
attraverso la sua tazza di raccolta, defluiva nella fessura anulare fino alla
vasca; il clima interno del gasometro risultava caldo-umido e la corrosione
delle sottili lamiere di ferro progrediva rapidamente.
Fu subito chiaro che un movimento degli elementi telescopici del gasometro
in tali condizioni non era più possibile: l’obiettivo dei nostri lavori doveva
quindi essere quello di conservare il gasometro nel suo attuale stato
“tutelato”.
Il rapporto dell’esperto di corrosione Ferdinand Rickenbacher fu scoraggiante:
a causa delle numerose giunzioni nelle lamiere sovrapposte, riempite
di sostanze che favorivano la corrosione e che si potevano far risalire
al periodo di esercizio del gasometro, e degli interstizi tra il rivestimento
ondulato della copertura e la sua struttura portante, una protezione anticorrosiva
tradizionale mediante sabbiatura e rivestimento multistrato non
sarebbe stata durevole.
Dopo un’attenta valutazione delle diverse opzioni si giunse alla conclusione
che la costruzione di un grande ombrello sopra la campana del gasometro
avrebbe contrastato la corrosione in modo semplice ed efficace. Si evidenziò
che una costruzione in legno con “speroni” disposti radialmente e una
membrana impermeabile traslucida costituivano una soluzione sia finanziariamente
sostenibile, sia soddisfacente dal punto di vista della tutela
monumentale e dell’estetica.