La vicenda della Fabra i Coats inizia... dalla fine. Una fine che non è originale
né unica, ma simile a quella di tante altre fabbriche inevitabilmente
destinate alla chiusura. Una lunga agonia seguita da vari tentativi di
resistenza: prepensionamenti, licenziamenti, ecc., fino a giungere all'inesorabile
chiusura. Dopo questa arriva il consueto cambio di proprietà e la
trasformazione in una nuova destinazione d'uso, spesso accompagnata
dalle proteste dei residenti del quartiere, affezionati alla vecchia costruzione.
Così è accaduto anche per la nostra gloriosa fabbrica… e fortunatamente
il Comune di Barcellona decide di acquistare l'area, comprendente
sei edifici, trasformandola da esempio di archeologia industriale a spazio
pubblico. E inizia la seconda storia del nostro edificio… ma procediamo
con ordine.
Le origini del complesso industriale di Fabra i Coats risalgono al 1903,
frutto della fusione tra l'azienda catalana Fabra e la scozzese J. & P. Coats
Ltd, che l’ha resa una delle produttrici di filati più importanti al mondo,
con sede centrale a Barcellona, nel quartiere di Sant Andreu de Palomar.
All'inizio del XX secolo l'azienda è stata pioniera in Spagna, sia nelle tecniche
di produzione di filati di cotone per cucire, ricamare e realizzare reti,
sia nella concezione della sua architettura in stile Manchester. Circondato
da grandi mura il complesso era composto da diversi edifici, vecchi magazzini,
un asilo per i figli dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici, un
dispensario, una tipografia, persino una caserma dei pompieri e da un
luogo nevralgico, la nuova nave centrale, dove si svolgeva la maggior parte
della produzione con tecnologia all'avanguardia per l'epoca.