Nel RICORDO di MARIA GRAZIA

Nei giorni scorsi è venuta a mancare, a soli sessantotto anni, la collega Maria Grazia Santoro.

Fu lei che, nell' ormai lontano 1995, mi propose di entrare a far parte del direttivo dell’istituendo INBAR, Istituto Nazionale di Bioarchitettura sez. di Potenza . Insieme, con noi anche l’architetto Filomena Falabella sua fidatissima collaboratrice e poche altre professionalità di Potenza e della provincia, demmo vita, tra mille difficoltà e diffidenze, alla sezione lucana INBAR, di cui Maria Grazia fu a lungo Presidente ed instancabile animatrice. In quella occasione Maria Grazia dimostrò la sua capacità di vedere lontano, in una direzione che, negli anni, si è rivelata essere quella giusta.

 Fu lei che nel 2006 propose e realizzò a Lagonegro il primo Corso di Bioarchitettura, finanziato dalla Regione Basilicata, facendo convergere su Lagonegro giovani tecnici da varie parti della regione, ma, soprattutto, fece conoscere a noi tutti, personalità del calibro di Ugo Sasso, Wittfrida Mitterer, Lucien Kroll, coloro che avevano nel tempo influenzato la sua formazione di architetto, tanto da portarla ad elaborare per Lagonegro, al termine del Corso, proposte concrete di architettura partecipata ( ahimè mai attuate) che vedevano al centro aree e contenitori da riqualificare ( l’ex fabbrica di lampadine, all’epoca sede INPS, e l’area sottostante al Parco Fossatello, cerniera tra l’antico Borgo e la città moderna).

Nel 2010 le esperienze maturate nell’ambito del Corso di Bioarchitettura confluirono in un' interessantissima mostra internazionale che si tenne a Roma e a cui partecipammo con un “nostro” elaborato “manifesto”: in quell’occasione le nostre esperienze, in dialogo armonico con altre testimonianze di Bioarchitettura provenienti da varie parti del mondo.

Insieme partecipammo , all’indomani del sisma del 2016 in Abruzzo, alla presentazione del Master Plan per Onna, sperimentando l’esperienza del Borgo Albergo in quel di Santo Stefano di Sessanio e ritrovando, in quella occasione, l’architetto Lucien Kroll , padre indiscusso dell’architettura partecipata, che ci illustrò le sue metodologie di approccio ai temi della ricostruzione “sostenibile”.

La sua sensibilità e la sua formazione professionale per l’architettura partecipata, e non solo, hanno portato nel tempo Maria Grazia ad elaborare proposte, a ricercare e proporre protocolli d’intesa con le pubbliche amministrazioni, a proporre buone pratiche sfidando, molto spesso diffidenze e scettiticismi, da parte di interlocutori molto spesso inadeguati che hanno lasciato cadere nel vuoto proposte davvero interessanti, anticipatrici di quanto è avvenuto dopo.

A Lei va il mio GRAZIE per aver attivato in me, in tempi non sospetti, un interesse importante che è poi diventato motivo imprescindibile per il mio agire professionale improntato sempre e comunque alle regole del vivere sano e della sostenibilità.

 Lascia in me e in coloro che l’hanno conosciuta e frequentata, un ricordo indelebile, importante!

Tiberio Fucci, architetto

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