Rivista Bioarchitettura® 121/122

Indice Contenuti

Mutazioni di vita

Pandemics

Il paradosso di fermi

L’eredità visionaria di Yona Friedman

Territori della resilienza

Fieno arte e cultura

Età differenti un unico sogno

Sul dorso della balena

La piazza siamo noi

Dune marine e segni leggeri

La quotidianità protetta

Il quartiere sostenibile 15 anni dopo

Una scuola-famiglia attorno al mango

Sviluppo tecnologico versus sostenibilità

Cosa troverai in questo numero!

Un numero doppio, denso, spaziale… che “viaggia” tra narrazioni scientifico-letterarie ed esempi progettuali. Fritjof Capra ci provoca con un saggio sulla “pandemia vista dal 2050”, Paolo Saraceno con una riflessione sui possibili “destini” della specie umana: dall’auto-distruzione ai viaggi interstellari millenari. A pochi mesi dalla scomparsa di Yona Friedman, uno dei protagonisti del CIAM, Massimo Pica Ciamarra ripercorre le tappe biografiche e concettuali di un architetto visionario: dalla critica alla comunicazione globale alla Ville spatiale, la città aerea che sorvola il suolo e si espande attraverso processi di autocostruzione.

Resilienza, ossia la capacità del vivente di rigenerarsi e rigenerare è la chiave del modello ecosistemico ma anche il filo rosso che unisce tutti i diversi contributi. Tra questi La Casa Techo Invernadero a Bogotá degli architetti Sebastian Contreras Rodriguez, Carlos Hernan Betancourt e Aldo Marcelo Hurtado è un prototipo di abitazione sociale rurale che fa tesoro del modo tradizionale di vivere nelle aree agricole ai piedi del Sumapaz Páramo, il più grande ecosistema montano della cordigliera andina; MaxAcht è un progetto di architettura e un sogno collettivo che si realizza a Stoccarda grazie a un gruppo di 30 persone e un edificio “bio-riciclabile” in legno, in grado di essere montato o smontato riutilizzando ogni sua parte. Ai piedi della montagna bavarese incontriamo invece la Langes Haus un intervento di recupero accurato e sensibile dell’architetto Florian Nagler che dà nuova vita e funzioni ad un’antica azienda agricola. Proseguiamo andando ad Andenes, una piccola città, affacciata sul mare di Norvegia, che occupa la punta più settentrionale dell’isola di Andøya a qualche centinaio di chilometri a nord del circolo polare artico. Poco distante dalla costa si trova Bleiksdjupa, il canyon sottomarino profondo circa 2000 metri dove i cetacei transitano nelle loro rotte migratorie. Qui il magistrale intervento dello studio Dorte Mandrup permette un incontro ravvicinato con i giganti leggendari.

Dal mare freddo al “Mare nostrum”: in Italia a Cagliari l’intervento poetico e minimale degli architetti Jari Franceschetto e Marta Tosone ripristina il lungomare di Pula e il delicato sistema costiero. Questo e molto altro nel nuovo numero di Biarchitettura®.

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