Il lago che vogliamo

Storia e identità della fabbrica ex Snia Viscosa

La Viscosa al Prenestino, 1922-1954
Carmelo G. Severino
Nel maggio 1922, su progetto di Giorgio Rinaldi, viene posta la prima pietra dello stabilimento chimico tessile della Società Seta Artificiale di Padova (Società Generale Italiana della Viscosa dal 1923) sulla Via Prenestina a Roma.
Lo stabilimento è costituito da tre file di padiglioni monopiano per le lavorazioni, dai padiglioni per i servizi e dalla palazzina della direzione.
L’insediamento al Pigneto-Prenestino della Cisa-Viscosa porta con sé una forte impronta urbana nella struttura sociale del quartiere perché con la grande fabbrica arrivano anche servizi quali il poliambulatorio, l’asilo e altre strutture sociali che interessano il territorio.
Dopo varie vicessitudini nel corso degli anni, nell’estate del 1954 lo stabilimento verrà chiuso definitivamente e migliaia di operai resteranno senza lavoro con gravi conseguenze per l’economia dell’intero quartiere.
Da Cisa-Viscosa a Ex Snia, la fabbrica 1954-2015
Alessandra Valentinelli
Dal 1954 la fabbrica inizia un lungo periodo di dismissione che tuttavia solo a partire dal 1990, quando il costruttore Pulcini acquista l’intera area, precipita nell’incuria e rasenta la distruzione.
Nel 1994 la Sovraintendenza capitolina inserisce la fabbrica Ex-Snia tra i beni comunali di Archeologia Industriale, poi confluiti nella Carta della Qualità del Piano Regolatore del 2008.
Oggi si sfugge difficilmente al fascino della fabbrica abbandonata, dove la natura ricolonizza il vecchio alveo della Marranella e si riscopre la forte necessità di uno spazio pubblico verde, nuovamente aperto alla cittadinanza, alla socialità, alla cultura e allo svago.

Articolo completo si trova nell'edizione 113/114 del 20182019 alle pagine 16 - 27.

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